violinista

Negli ultimi anni mi sono trovato spesso a pensare come e perché io abbia scelto di studiare il violino. Avevo circa 11 anni quando, in seguito all'ascolto di una grande violinista che io riconobbi poi essere Gioconda De Vito, andai da mio padre e dissi "io voglio fare il violinista!".

É raro che un bambino di 11 anni abbia la consapevolezza di come voglia vivere la sua vita, men che meno di ciò che lo aspetta. Ma la curiosità, unita nel tempo ad un grande entusiasmo, tanta ambizione ed una certa dose di ego tipica dei giovani furono il cocktail giusto per affrontare di li a poco, e negli anni successivi, spostamenti, concorsi, continui viaggi ed il seducente sapore della ribalta.

C'è però un elemento, la cui presenza ancestrale ha accompagnato alcuni momenti importanti della mia vita: il mare. Ero in mare a pescare ostriche quando, appena undicenne, fui letteralmente trascinato fuori contro la mia volontà da mia madre e portato al Conservatorio di Lecce, la mia città, a sostenere l'esame di ammissione nella classe di violino. Ero seduto davanti al lungomare di Genova quando, nel 1991, sentii forte dentro di me che avrei veramente potuto vincere il Concorso Paganini.

E mi "ritrovo" in mare oggi, ogni qualvolta sento il bisogno di caricarmi per un impegno portante o di staccare la spina dalla frenesia della carriera. E quale immensa gioia quando, durante una veleggiata di ritorno dalla Grecia, con la barca sbandata, le prime note del mio violino richiamarono un gruppo di delfini che ci accompagnò e ci seguì come degli spettatori ad un concerto. Forse fu solo una coincidenza, ma mi piace credere che sia andata proprio così...

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